Rome: More than Words

LAB

presenta

RAC-CORTI

[Perrone Editore]

http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1219

More than words

per chi e perché:

 la Parola è un (f)atto

presente

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CULTURE FACTORY E FLUIDS

Venerdi 25 gennaio 2008

a

Genova

ore 16.30

AMANUENSE

L’incontro si terrà presso la Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei di Genova
P.za Della vittoria 7/2

Descrizione:
L’attore diversamente abile che vola senza ali, simulando con le stampelle, appare in un evento di Pippo Delbono. Amanuense è il titolo del libro (edito da Cantarena, Genova 2007) che raccoglie il lavoro di Massimo Sannelli (finanziato dall’Assessorato al Patrimonio culturale del territorio della Provincia di Genova, su delega della Regione Liguria) in quattro classi della Scuola secondaria di I grado «Virginia Centurione» di Genova-Sestri Ponente. Sannelli ha proposto agli studenti una «scrittura creativa» che spiegasse anche che cosa sia un testo, non solo giocoso e non solo infantile. Con il dialogo e il gioco, le metafore (la mano, lo scheletro, il corpo, il salto, lo spazio), un pianoforte a coda e il lavoro di gruppo – e molta improvvisazione, ogni volta – Massimo Sannelli ha mostrato il doppio statuto delle cose letterarie: il gioco e la serietà, il lavoro coordinato e il delirio, la fluttuazione dei significanti e il radicamento in un tema; e il dispiegamento orale di ciò che sembra fermo sulla carta. Durante l’incontro,Massimo Sannelli spiegherà e ripeterà questa possibile grammatica/drammatica della fantasia. Parteciperanno Patrizia Bianchi (illustratrice del volume) e Mario Fancello, docente presso la stessa Scuola e la SSIS, e curatore della rivista «Cantarena» e delle Edizioni di Cantarena. Chiara Daino, attrice e scrittrice, interpreterà alcuni testi del progetto.

Interviene:
Massimo Sannelli, scrittore
Chiara Daino, scrittrice e attrice
Patrizia Bianchi, artista
Mario Fancello, docente di Educazione Artistica e responsabile delle Edizioni di Cantarena

fluids.jpg

ore 18,30

ALLAN KAPROW_ART AS LIFE

Palazzo Ducale, Cortile Minore

 

Il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce in collaborazione con l´Associazione Culturale Sergio Fedriani, l´Ordine degli Architetti della Provincia di Genova e con l´Associazione Amici di Villa Croce vi invita all’happening:

FLUIDS,uno dei più suggestivi tra quelli creati da Allan Kaprow.

Interverrano live:
St.ride
Unsolved Problems Of Noise
Dj Set a cura di Mazzola

info: http://www.disorderdrama.org/serata.php?data=2008-01-25

[Informazioni sulla figura di Allan Kaprow, sulla mostra e sulle manifestazioni collegate sono disponibili sul sito:

http://www.museovillacroce.it.]

Cos´è un happening?

Un gioco, un´avventura, un numero di attività intraprese dai partecipanti per il gusto di giocare´. [Allan Kaprow, 1967]

Verso la fine degli anni ´50, l´artista americano Allan Kaprow (1927-2006) inventò il termine `happening´, per indicare una nuova forma d´arte.

Mentre seguiva i corsi di composizione con John Cage alla New School for Social Research nel 1957/58, Kaprow si rese conto di poter utilizzare la casualità e i materiali quotidiani come elementi artistici.

Il suo lavoro subì quindi una radicale metamorfosi, dalla rappresentazione pittorica bidimensionale agli `environments´ e agli `happenings´ che coinvolgono lo spazio di intere stanze, passando attraverso assemblaggi e collages.

Il pubblico era così chiamato a partecipare agli eventi, ad essere lui stesso parte dell´operazione artistica e non semplice spettatore e Kaprow riuscì a fare quello che molti pittori e scultori avevano cercato di ottenere prima di lui, cioè annullare il confine tra arte e realtà.

Realizzato per la prima volta a Los Angeles nel 1967, FLUIDS prevedeva la costruzione di un recinto di ghiaccio in tre luoghi della città; mentre la struttura di ghiaccio era sempre la stessa il variare della location creava situazioni diverse: vicino ad un muro in costruzione (il lavoro degli operai veri in contrasto con quello di chi costruiva il recinto di ghiaccio), un posteggio molto ampio, davanti ad un Mc Donald.

Fluids è stato realizzato successivamente nel giugno 2005 alla Kunsthalle di Basilea e nel novembre 2007 a New York nell´ambito di PERFORMA, biennale della performance.

La struttura, a pianta quadrata con lato 3,2 metri, e alta 1,8 metri, dialogherà con lo spazio circostante, creando contrasti inediti e ogni volta diversi, suscitando reazioni inattese in chi passa.

I muri di ghiaccio verranno costruiti il giorno 25 Gennaio da un gruppo di studenti di Architettura e dell´Accademia, che lavoreranno duramente per innalzare il recinto: i blocchi sono pesanti, il materiale è difficile da usare, il lavoro è destinato a svanire in breve tempo ed è necessaria una grande coordinazione.
Nei giorni successivi si attenderà che il muro si sciolga….

Vi aspettiamo numerosi!

Testi rielaborati dai materiali informativi della mostra “ART AS LIFE”

[Si ringrazia Pietro Millefiore per l’invito e il Comunicato Stampa. Daino, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dall’AMT nella Superba sarà attore prima e spettattore – poi e sempre.]

C.D.

a SIMONE DE BEAUVOIR e a tutte:AUGURI

All’inizio c’è sempre: una donna.

Margherita, spogliandosi, venne a morire. «A cosa serve essere belle, giovani? Forse è perché sorrido fuori tempo? Io non riesco. E lo sai: come mi vuoi. E devo? Cosa? Adattarmi? Persa dentro guai di cui non provo – neanche più – a trovare un senso… Ti cerco e vedo: misera me, che ho visto quel che ho visto. E vedo quel che seguito a vedere: la gente resta. Sempre. Indifferente. Sempre più».
Donna, nel tuo esserci l’incanto dell’essere, la vita, tua storia, segnata dal desiderio di essere – semplicemente – donna! Nel tuo corpo ti porti, come nessun altro, il segreto della vita! Nella tua storia la macchia dell’indifferenza: Faust ha dimenticato Margherita, i suoi tanti volti…
Ricordi? Eri tu? La signora delle Camelie? Tu. E ti fondevi in lui come una neve al fuoco: la tua mera pupilla mutò le tue parole – e il blu del tuo sguardo sgranò l’Infinito tragico. Così…

 

Donna, il più bel fiore del giardino. L’ha detto, Goethe. Donna, femmina maliarda. L’ha detto Shakespeare. Donna [e la notte le regala un’aria più complice]. Donna, l’angelo ingannatore. L’ha detto Baudelaire.
Detta donna. Che dice: «come la più infelice e derelitta delle donne, faccio forse paura? Queste sono le mie mani, i miei ginocchi. Sarò anche pelle e ossa, ma pure sono la stessa, identica, donna… Mi dondolavo chiusa, come una conchiglia.

Dovettero chiamare e chiamare: e di chiacchiere suadenti sono già stata a lezione… Un suono fesso, stridulo, come una bella campana stonata: tutta la tua arrogante danza, la sicurezza di chi è sempre a tempo… Tempo per…? E si ferma. E rimane: qui. Chi, da sempre, intona l’ultima parola: morire è un’Arte. E c’è un prezzo da pagare, per spiare le mie cicatrici, c’è un prezzo da pagare, per…? E c’è un prezzo, un prezzo molto caro – per una toccatina, una parola, o un po’ del mio sangue o di capelli, o un filo dei miei vestiti. Eh sì, Herr Doktor. Eh sì, Herr nemico: sono il vostro opus magnum. Sono il vostro gioiello, la creatura d’oro puro, che a uno strillo torna liquido. Io mi rigiro e brucio. Herr Lucifero, attento, attento: dalla cenere io rinvengo, e mangio uomini come aria di vento».
E divento.

Una donna: esige – impone.

Ogni donna che risorge, che tanto di fretta l’hai vista passare, dal balcone a un segreto più in là. E ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto…

 

Si piangono le labbra assenti, che non siamo riusciti a trattenere. Non c’era tempo e valeva la pena – di perderci un secolo in più: io la ripesco con le dita – vieni, spiegati con lei! Oggi stesso.

 

 

[Paul Celan, Gaber – Luporini, William Shakespeare, Johann Wolfgang Von Goethe, Arthur Rimbaud, Subsonica, Eliomar Ribeiro de Souza, Fabrizio De André, Sylvia Plath – in mista composta da/di Chiara Daino ]