COMUNQUE CAZZO!

 

La mia vita si misura per centimetri di cazzo.

E mi trovo – sempre – in situazioni del cazzo. E no! Non è un cazzo facile! Non capisco un cazzo. O: col cazzo che mi capiscono [fate come cazzo vi pare!]. A Monfalcone la preside mi conta i cazzi che dico [sì: ho sempre il cazzo in bocca! Problemi?]; a Vercelli, Luigi [che Lui giustezza dice] riassume: «la Daino parla: o di cazzo o di metal, o di cazzi di metallo». Ecchecazzo! Ci voleva tanto a capirlo?;  a Bologna mi cagano il cazzo perché dico un tripartito cazzo-cazzo-cazzo – “nel mezzo del lumìn di nostri vati”; lo compagno filosofo, al Liceo, mi disse: «sei una donna con le palle!  Che detto da un maschilista come me, è un gran cazzo di complimento!», questo perché mi presentai – sponte mea – per essere interrogata: macchecazzo!; anni dopo: l’ex attuale *intellettuale*, l’ex inattuale fidanzato, si lamentò: «ti manca il cazzo! Ti manca il cazzo per essere una vera donna. Vado a trans perché solo una donna col cazzo è una donna vera, è talmente donna che ha il cazzo. Jessica Rabbit è un transessuale, non lo sapevi? A te manca il cazzo per essere perfetta» – e sì che lo ritenni un ragionamento del cazzo. E allora? Vaffanculo e s’attaccasse al cazzo pure lui!

 

Esto cazzo! Sarete per il cazzo! Sarà a mezzo cazzo? Quale cazzo di persona coniuga il latino all’imperativo futuro? Son cazzi! E son cazzi amari i volatili per diabetici! E, parimenti, saranno stracazzi miei – quanto cazzo fumo? Non c’è un cazzo da fare! Mai nessuno che si faccia li cazzi propri [una frittatina di cazzi vostri, mai, neh?]! Che poi, cazzo vuoi da me? Non ti ho mai chiesto un cazzo! Non sai un cazzo della mia vita e non ho un cazzo da mangiare perché il mio lavoro è un lavoro del cazzo, che non paga un cazzo! Facile parlare quando si è un hobbysta del cazzo! Per tanto: le tue cazzo di paturnie puoi rigirartele nel tuo cazzo di culo! E togliti quelle cazzo di due dita dal culo: scrivi!, opera, cazzo! e, soprattutto, non rompermi il cazzo con le tue infinite cazzate! No!, non sei un uomo cazzuto, sei l’ennesimo cazzone: è diverso! E sai a me, quanto cazzo me ne frega? Ho lo scazzo in automatico. No!, non me ne può fottere un cazzo dei tuoi complessi! Siamo tutti dei complessati del cazzo, questo non ci autorizza a fracassare il cazzo del prossimo nostro! Viviamo tutti in uno Stato del cazzo, governati da teste di cazzo, in città del cazzo che non offrono un cazzo, con gente del cazzo – per cui: che cazzo ti lamenti? Agisci, reagisci e non mi frantumare il cazzo! Anch’io ho una non-famiglia del cazzo, – cazzo! –, anch’io mi faccio il mazzo per poi ricevere un cazzo in culo!, anch’io, come tutti, ho i miei cazzi – non per questo ti succhio il cazzo con i cazzi miei! Voglio solo bermi una cazzo di Beck’s in pace! Potresti smettere di rugarmi il cazzo per due minuti, due? Ho spalle larghe, ma spalle stanche. Sì!, te lo scrivo ‘sto cazzo di copione! Posso prima finire lo stratocazzo di lavoro che ho iniziato? Sai com’è, riscrivere quella cazzo di Commedia, concatenare in terzine rimate l’Heavy Metal – è un lavoro del cazzo! Io te lo dico, poi fanne l’uso che credi! In fondo, le mie parole, sono solo discorsi del cazzo! No? Mi avete davvero rotto tutti il cazzo – in coro! E non mi piace per un cazzo questo smorzacazzo di buonismo dilagante! Siete buonisti, non buoni – ecchecazzo! Siete salutisti, non sani – porcocazzo! Sono una cazzo di Metallara – ‘sti grandissimi cazzi d’acciaio! Se mi rompi il cazzo, col cazzo che ti porgo l’altra guancia! Sì!, ho sempre il cazzo girato – mi basta vedere ‘sto cazzo di mondo – per cui: evitate di dire che sono incazzata per motivi ormonali! Sono sempre: incazzata nera. Tutto lo strabenedettissimo cazzo di calendario! Anche quando svengo e, finalmente, dormo: dormo incazzata. E incubo. Quindi: non cagatemi il cazzo con la storia del ciclo, cazzoni avariati! Che tra voi, lo so, non c’entro un cazzo! Basta spingere, direte! Spingetevi li coltelli nella schiena a vicenda, ipocriti frantumacazzi! Inculatevi lontano da me, leccaculi! Voi, e le vostre “cerchie” del cazzo.

 L’avete detto mai, in giro, che su quel vostro sito, pubblicate solo *quelle* che vi hanno preso il cazzo in gola? L’avete detto mai, che vi scambiate i numeri di *quelle* [le stesse!] che vi portate nello stesso albergo – e poi pubblicate, a turno, sempre – nel vostro sito? [un sito colto, serio, mica cazzi!]? Vi hanno detto mai, emeriti cazzoni, che ogni mondo è un mondo piccolo e tutti sanno i cazzi di tutti? O vi chiudete quella cazzo di fogna che chiamate bocca o abbiate le palle per dire come cazzo funziona in certi *seri* siti letterati, socialmente impegnati – in cazzi e mazzi …

Mi hanno fatto la solita proposta del cazzo. E, nota bene, di chi sia tu – me ne frega un beneamato cazzo! Vattene, ennesimo cagacazzo! Sì, cazzo!, ne è morta un’altra, ma a te: ne è mai fottuto qualcosa delle “anoressiche del cazzo”? Così ci hai chiamate, cazzone industriale! Perciò – che cazzo ti gridi? – dillo a quei ciucciacazzi dei tuoi amichetti! E grido quanto cazzo mi pare e vado dove mi tira il culo di andare e non chiamatemi poeta, cazzo! Ormai: poeta è un cazzo d’insulto! Poetessa, poi, equivale a: puttanella bucolica! È colpa vostra, cazzo!, se la poesia scatena l’orchite [sì! È colpa vostra cazzo! Ci assumeremo le nostre cazzo di colpe – quando e se – lascerete le vostre cazzo di poltrone! Prostatici del cazzo!]. Ché è sempre la stessa storia del cazzo: la minchia non vuole problemi! Potete smettere di cazziare tutti – solo perché siete dei cazzimolli? Come dice Donna Jonida: «piàntala di sentirti di – tre cazzi e mezzo – sopra di noi», che noi, noi!, cazzo di nuove leve del cazzo, abbiamo il cazzo inverso da quando siamo nati! E perché cazzo mi chiami alle quattro di mattino? Non ho diritto anch’io alle mie cazzo di paio d’ore di sonno? Sì, sono un’insonne del cazzo, ma questo non ti autorizza ad affettarmi il cazzo quando più ti gira il cazzo di farlo…

*Ti amo* un cazzo! Ti è mai fregato un cazzo di come cazzo sto? «Come stai?» – mi hai chiesto.  «Dai, dimmi che cazzo vuoi?» – ti ho risposto. Che giàsso. E non ho un cazzo di tempo da perdere. Devo lavorare, cazzo! Avanguardista un par di cazzi! Sono solo: una dei tanti che sputa sangue per cambiare ‘sta cazzo di realtà!  E sì!, di cazzo ne prendo – quando voglio, quanto ne voglio, e *se* ne voglio, per cui: voi, ‘sta capa ‘e cazzo e Freud, vedete tutti – d’annarvene affanculo! Cazzari fancazzisti! Sì!, te lo faccio io, tanto – si sa – non ho un cazzo da fare! Come cazzo pretendi che lo faccia *per ieri*? Grazie al cazzo e prego alla minchia! Fatemi un cazzo di buscopan! Non dirmi un cazzo, sono sfinita. Dove cazzo è l’accendino? Piovono cazzi! No, non sono un’artista del cazzo, sono una cazzo d’artista! Che maniaco del cazzo! Come cazzo si chiama? Non mi ricordo un cazzo e: quando cazzo è che mi sono tatuata “kill’em all” sulla fronte? Una serata del cazzo! Quello sì che suona col cazzo duro! E col cazzo che a Genova trovi parcheggio! Cazzo sì!, che sono volgare! Quando cazzo la smetti tu – di dirmi come “cazzo mi devo comportare”? Cazzo mi rompi tu, che sei solo un viziato del cazzo? Quando cazzo la finisci di crederti stograncazzo? Muovi il culo, cazzo! Col cazzo che ti richiamo! Col cazzo che ti perdóno! Pèrdono tutti, perdiamo tutti, non lo sapevi? Non c’è un cazzo da ridere, te ne rendi conto? Ma chi cazzo me l’ha fatto fare di leggerti? Vuoi che sia così idiota da non rendermene conto? Sì!, è una tragedia immane, ma mi chiedo: perché cazzo tu – che non sai un cazzo di quella tragedia, che non la vivi, che non la sanguini – devi scriverne l’ennesimo pezzo del cazzo! Perché cazzo devi scrivere un articolo su drammi che non ti toccano in prima persona, e poi tuo nonno muore nell’appartamento a fianco perché tu – di tuo nonno – te ne sei sempre sbattuto il cazzo! E poi: godi a fare l’intellettuale del cazzo e l’impegnato della minchia! Risparmia le tue cazzo di scuse, le tue motivazioni del cazzo, le tue cazzo di strategie populiste!

 

Vi levate tutti dal cazzo, illustri cazzatari? Che due coglioni! Quante cazzo di volte ve lo devo ripetere? Un uomo finché ha lingua e dito non è mai finito! Poi, fotte ‘na sega: chi cazzo mi paga l’affitto? Cazzo duro contro il muro e tirare avanti! Questo credo. Cazzo mi chiedi: quanti cazzi ho avuto? Ma che cazzo c’entra? Ho cazzi più grossi per la testa! Sì!, mischio cazzi e carmina, ma la cosa – credi – non aiuta! Ho desemantizzato il cazzo, ma sono comunque grandissimi cazzi – per tutti – sappilo, sappiatelo! Che l’impotenza del cazzo non rende la vita facile, per un cazzo! Che ogni giorno mi sento un’impotente del cazzo – perché non cambia un cazzo! E quale  cazzo di mentore? Quale mentore del cazzo? L’ultimo gran fico della letteratura scrive mail circolari per dirsi stocazzo di giovane che combatte il male [Daitarn ha mandato molti cervelli in pappa, I know] e poi, dopo cazzo di mail strappalacrime, chiede d’iscriversi al suo fan club perché ha solo 500 fan? Ma che cazzo ti sei fumato? Voglio dire: piccino, tanta solidarietà perché combatti i cattivi, ma che cazzo ti passa nel cervello – tra un cattivo e l’altro che tu solo tu [per sempre tu grande tu glorioso tu] denunci? Come cazzo ti passa per il cervello di: curarti del fan club? Del numero dei fan? Ma mi pigghi p’o culo? Mi lacrimi la tua tristissima vita al servizio dell’Italia [e tacciamo quelli che si dicono tuoi amiconi che mafia letteraria siano] – per chiedermi d’iscrivermi al tuo fan club? Ma lo sai che fan significa fanatico/a? Sei Alice Cooper? Bruce Dickinson? Carmelo Bene? David Bowie? Erich von Stroheim? Freddy Mercury? Gene Simmons? Homer Simpson? Ian Scott Anderson? James Alan Hetfield? Kurt Cobain? Lemmy Kilmister?,… No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! No! 12 volte no, cazzo! E  giusto perché non ho finito l’alfabeto, sono solo 12 i cazzo di No! L’essere fanatico implica *per definizione* l’essere ispirati, invasati – da una divinità. Secondo te – la qui scrivente ti crede una cazzo di divinità? Secondo te, tutti, ti credono Dio? Non essendo tu neanche Ronnie James, preferisco iscrivermi ai fan club di giovani pieni di talento che nessuno caga, se permetti! Eccheccazzo! O ai fan club dei miei cazzo di miti! Miti che non ha deciso la straminchiazza d’editoria italiana! Che poi, cazzo, manco t’ho cercato io! La tua agenzia contatti ha chiesto l’amicizia alla cazzo di Daino! Che alla cazzo di Daino dire: «sono amica di stocazzo», sai quanto cazzo le cale? [Sì, cazzo! Dovevo scriverlo! Non ne potevo più di tenermelo dentro!]. Ma fammi  ridere il cazzo! Sai quanto cazzo mi curo di tenermi buone *certe* amicizie? Ma cagatevi su – un paio d’anfibi, venite a pogare nella merda vera, e poi ne riparliamo!

 

Chi non ha un cazzo, non ha un cazzo da perdere! Perciò:

quali illustri colleghi di quest’illustre cazzo? Quale gotha competente di questo cazzo ignorante? Quale capo libertario del cazzo schiavo? Un capo ti paga – cazzo! Almeno quello! L’altro mi disse: «hai succhiato i cazzi di metà mondo, ma non della metà che poteva farti fare carriera». Che non valga un cazzo, lui come tutti, è liberissimo di pensarlo – ma prima che la Daino sugghi mazze per  far carriera, Dime Darrell deve resuscitare e darsi al pop! Sono stata abbastanza chiara, cazzo? Sono stanca, cazzo! Ho visto più cazzi che tramonti, ho sentito più cazzate che concerti! So bene che chi di pancia abbonda, di cazzo sfonda. Chi mangia tanto mangia bene – e si trastulla il pene! Chi non se lo può permettere? Chi non può e non vuole sciacquazzarsi le palle nel gin tonic, da mattina a sera – si fa il culo quadro davanti allo schermo per ore e ore e ore. E per questo: non vede più un cazzo!, ma sente, sente tutto! E dice, dice tutto! E scrive, belin se scrive!, scrive tutto! E no!, non si sente meno forte perché non ha un cazzo! E no!, non si sente meno donna perché dice “cazzo – non rompetemi il cazzo!”. Nessuno ti regala un cazzo. E non ho mai vinto un cazzo. Pure: col cazzo che mi tolgo dai [vostri] coglioni! Ogni cazzo di ora della mia vita del cazzo – vomiterò il mio cazzo di pensiero. Anche se: so benissimo – non servirà a un cazzo! Anche se: so benissimo che un cazzo non fa un uomo. Anche se: sai benissimo che ho fatto di tutti gli uomini un cazzo! Perché: sappiamo tutti bene, molto bene – chi ha ragione. Ha ragione John Giorno, quando scrisse

« Nessun cazzo è duro come la vita »

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