CONCORSO

Da Luca Ariano: ricevo, rimando. Y Suerte!

ASSOCIAZIONE LETTERARIA LA CLESSIDRA
SEMESTRALE DI POESIA LA CLESSIDRA
Laclessidraweb@fastwebnet.it

COMUNE DI POZZOLO FORMIGARO
ASSESSORATO ALLA CULTURA
BIBLIOTECA COMUNALE
Provincia di Alessandria
Regione Piemonte

PRESIDENTE
Mauro Ferrari

SEGRETERIA LETTERARIA
RESPONSABILE: Cristina Daglio
Eugenia Bottazzi
Giulia Gastaldo

COMITATO SCIENTIFICO
(REDAZIONE DE LA CLESSIDRA)
Gianni Caccia
Gabriela Fantato
Paolo Febbraro
Stefano Guglielmin
Sandro Montalto
Massimo Morasso

CONSULENTI
Prof. Alberto Bertoni, Un. Bologna
Prof. Roberto Bertoni, Trinity College, Dublino
Alberto Cappi
Prof. Gianfranco Contorbia, Un. Genova
Gianfranco Lauretano
Isabella Leardini
Gianmario Lucini
Giorgio Luzzi
Elio Pecora
Giacomo Maria Prati
Tiziano Salari

COMITATO ORGANIZZATORE
Mara Mastorci (Assessore alla Cultura)
Alessandra Acerbi
Consiglio di Biblioteca
Forum Giovanile
Silvano Cabella
Roberto Chiodo
Davide Ferreri
Luciana Lavelli
Emanuele Spano
Camillo Sangiovanni
Renzo Tornatore

II FIERA DELL’EDITORIA DI POESIA
PALAZZETTO DELLO SPORT DI POZZOLO FORMIGARO (AL)
SABATO 21 E DOMENICA 22 GIUGNO 2008

La manifestazione ha il duplice scopo di coniugare l’aspetto commerciale, anche per un genere in cui i riscontri di vendite sono spesso ridotti, a quello culturale, per fornire una autorevole ricognizione critica del panorama attuale e una occasione di incontro e confronto fra autori e operatori. A tale scopo, il Comitato Scientifico ha selezionato Editori di sicura competenza e con un catalogo significativo, riviste autorevolmente impegnate nel contemporaneo, Associazioni ed eventi di consolidata importanza.
Nell’arco delle due giornate gli intervenuti si incontreranno, dibatteranno nei vari momenti pubblici, offriranno spunti di poesia e riflessione e soprattutto si confronteranno al massimo livello: per tutti, è un’occasione imperdibile di visibilità qualificata – quella visibilità che la poesia fatica ad avere in altre manifestazioni fieristiche, seppur qualificate.
Gli Operatori potranno esporre volumi e materiali negli stand allestiti all’interno del nuovissimo Palazzetto dello Sport, trattenendo l’intero importo delle vendite; in caso di stand non direttamente presenziati, l’Organizzazione provvederà a fornire gratuitamente proprio personale. Nella Sala conferenze, che è ricavata all’interno dello stesso Palazzetto in modo da favorire circolazione e partecipazione, si alterneranno Tavole rotonde, Incontri, Letture e spettacoli.

Nel fine settimana è prevista a Pozzolo la Festa d’estate, che coinvolge un nutritissimo pubblico ed è incentrata sui prodotti del territori, eventi culturali e spettacoli; inoltre, all’esterno del Palazzotto, saranno allestiti stand di prodotti enogastronomici tipici.

A complemento dei poeti direttamente invitati dall’Organizzazione, gli Operatori potranno proporre un proprio Autore per le Letture aperte (vedere Programma indicativo), comunicandone il nominativo al momento dell’adesione e comunque prima possibile. Tenendo conto dell’ordine di arrivo delle richieste e dei tempi di lettura si farà il possibile per garantire ad ogni Espositore che lo desideri una rappresentanza agli Eventi.

PROGRAMMA PROVVISORIO

VENERDÌ 20 GIUGNO

Ore 18,00 – Convegno: Poesia e Scienza: un dialogo?

Ore 21,00 – Vernissage

SABATO 21 GIUGNO

9,30 – Inaugurazione
10,00 – Riflessioni di partenza
10,30 – Lettura a cura degli Espositori (4)
10,50 – Le riviste e i libri (3)
11,50-12,15 – Lettura (4)
12,15-13,00 – Lettura a cura degli Espositori (9)

SPAZIO LIBERO

14,30 – Lettura a cura degli Espositori (6)
15,00 – Convegno
16,30 – Incontro con Elio Pecora
17,15 – Format: Presentazione della Collana
17,45 – Le riviste e i libri (3)
18,45-19,30 – Lettura a cura degli Espositori (9)

ORE 21,00 – Incontro con i poeti stranieri

DOMENICA 22 GIUGNO

9,30 – Apertura
10,00 – Lettura a cura degli Espositori (9)
10,45 – Le riviste e i libri (3)
11,45 – Lettura (4)
12,15 – Lettura a cura degli Espositori (9)

SPAZIO LIBERO

14,30 – Giovane poesia (6)
15,15 – Incontro con Pier Luigi Bacchini
16,00 – Lettura (5)
17,00 – Lettura a cura degli Espositori (10)
18,00 – Salotto letterario: critici e riviste
19,00 – Chiusura e Buffet

EVENTI COLLATERALI
In definizione

QUOTE

La Quota di iscrizione va versata entro il 16 marzo sul CC bancario n. 32255 della Cassa di Risparmio di Alessandria, Filiale di Novi Ligure (AL), CAB 48420 – ABI 06075, intestato all’Associazione letteraria La clessidra. Con un ragionevole anticipo andrà specificato se lo stand sarà presenziato direttamente, più il nome o i nomi dei Poeti/critici suggeriti dall’Editore.

QUOTE 1 MODULO 2 MODULI 3 MODULI
  (m. 1,30) (m. 2,60) (m. 4,00)

EDITORI 100 160 200

PREMI 60 – –

ASSOCIAZIONI 60 100 150

AGENZIE 60 100 150

AZIENDE 10 160 200

SITI E BLOG – partecipazione gratuita nello spazio apposito –

Le riviste posso partecipare all’interno dello stand del proprio Editore o della propria associazione; per uno stand indipendente, verrà applicata la quota delle Associazioni.

Ai partecipanti alla I edizione verrà fornito in omaggio un Buono pasto gratuito.

Annunci

IL PALCO è NUDO

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/02/05/il-palco-e-nudo-di-chiara-daino/

 

Rome: More than Words

LAB

presenta

RAC-CORTI

[Perrone Editore]

http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1219

More than words

per chi e perché:

 la Parola è un (f)atto

presente

a SIMONE DE BEAUVOIR e a tutte:AUGURI

All’inizio c’è sempre: una donna.

Margherita, spogliandosi, venne a morire. «A cosa serve essere belle, giovani? Forse è perché sorrido fuori tempo? Io non riesco. E lo sai: come mi vuoi. E devo? Cosa? Adattarmi? Persa dentro guai di cui non provo – neanche più – a trovare un senso… Ti cerco e vedo: misera me, che ho visto quel che ho visto. E vedo quel che seguito a vedere: la gente resta. Sempre. Indifferente. Sempre più».
Donna, nel tuo esserci l’incanto dell’essere, la vita, tua storia, segnata dal desiderio di essere – semplicemente – donna! Nel tuo corpo ti porti, come nessun altro, il segreto della vita! Nella tua storia la macchia dell’indifferenza: Faust ha dimenticato Margherita, i suoi tanti volti…
Ricordi? Eri tu? La signora delle Camelie? Tu. E ti fondevi in lui come una neve al fuoco: la tua mera pupilla mutò le tue parole – e il blu del tuo sguardo sgranò l’Infinito tragico. Così…

 

Donna, il più bel fiore del giardino. L’ha detto, Goethe. Donna, femmina maliarda. L’ha detto Shakespeare. Donna [e la notte le regala un’aria più complice]. Donna, l’angelo ingannatore. L’ha detto Baudelaire.
Detta donna. Che dice: «come la più infelice e derelitta delle donne, faccio forse paura? Queste sono le mie mani, i miei ginocchi. Sarò anche pelle e ossa, ma pure sono la stessa, identica, donna… Mi dondolavo chiusa, come una conchiglia.

Dovettero chiamare e chiamare: e di chiacchiere suadenti sono già stata a lezione… Un suono fesso, stridulo, come una bella campana stonata: tutta la tua arrogante danza, la sicurezza di chi è sempre a tempo… Tempo per…? E si ferma. E rimane: qui. Chi, da sempre, intona l’ultima parola: morire è un’Arte. E c’è un prezzo da pagare, per spiare le mie cicatrici, c’è un prezzo da pagare, per…? E c’è un prezzo, un prezzo molto caro – per una toccatina, una parola, o un po’ del mio sangue o di capelli, o un filo dei miei vestiti. Eh sì, Herr Doktor. Eh sì, Herr nemico: sono il vostro opus magnum. Sono il vostro gioiello, la creatura d’oro puro, che a uno strillo torna liquido. Io mi rigiro e brucio. Herr Lucifero, attento, attento: dalla cenere io rinvengo, e mangio uomini come aria di vento».
E divento.

Una donna: esige – impone.

Ogni donna che risorge, che tanto di fretta l’hai vista passare, dal balcone a un segreto più in là. E ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto…

 

Si piangono le labbra assenti, che non siamo riusciti a trattenere. Non c’era tempo e valeva la pena – di perderci un secolo in più: io la ripesco con le dita – vieni, spiegati con lei! Oggi stesso.

 

 

[Paul Celan, Gaber – Luporini, William Shakespeare, Johann Wolfgang Von Goethe, Arthur Rimbaud, Subsonica, Eliomar Ribeiro de Souza, Fabrizio De André, Sylvia Plath – in mista composta da/di Chiara Daino ]

XMAS – AMORE PER FORZA?

AMORE PER FORZA

amore per forza [imperativo]

ma è un tempo finito.
scorda un sospiro. solo uno!
[sul mio talamo]

lascia l’inverno al suolo
io mi risveglio da sola,
il silenzio intona l’aria
[nella camera e ovunque]

ora dedicami il tocco…
amore per forza [imperativo]
ma è un tempo finito

un tempo perfetto
[è stato] che ho perso
in qualche modo

amore per forza [imperativo]
ma è un tempo finito
chiuso nel cerchio: il minuto

in cui ci siamo dati… il ritmo.
finché il tempo è passato
[è corso avanti]

creo l’immagine [noi due: soli]

e io sono al riparo: il tuo cuore a scudo
– non più! declina un fiume: in me, da me
– la lacrima nella mano [un palmo di…]

rigido giorno. dura.
la stagione – fredda

il sogno che spinsi, a fondo:
amore! per forza [imperativo]

ma è un tempo finito
quello che volli. e ora vivo
senza amore. per forza…

ora¬: è un tempo finito
in acqua, dove soffia
[dove sorge il vento]

Chiara Daino
[da Sàrxophone, It must have been love, Roxette]

FACTORY GIRL [nel nome di Ofelia]

Ophélie
I

Sur l’onde calme et noire où dorment les étoiles
La blanche Ophélia flotte comme un grand lys,
Flotte très lentement, couchée en ses longs voiles …
– On entend dans les bois lointains des hallalis.
Voici plus de mille ans que la triste Ophélie
Passe, fantôme blanc, sur le long fleuve noir;
Voici plus de mille ans que sa douce folie
Murmure sa romance à la brise du soir.
Le vent baise ses seins et déploie en corolle
Ses grands voiles bercés mollement par les eaux;
Les saules frissonnants pleurent sur son épaule,
Sur son grand front rêveur s’inclinent les roseaux.
Les nénuphars froissés soupirent autour d’elle;
Elle éveille parfois, dans un aune qui dort,
Quelque nid, d’où s’échappe un petit frisson d’aile:
– Un chant mystérieux tombe des astres d’or.

II

O pâle Ophélia! belle comme la neige!
Oui, tu mourus, enfant, par un fleuve emporté!
– C’est que les vents tombant des grands monts de Norwège
T’avaient parlé tout bas de l’âpre liberté;
C’est qu’un souffle, tordant ta grande chevelure,
A ton esprit rêveur portait d’étranges bruits;
Que ton coeur écoutait le chant de la Nature
Dans les plaintes de l’arbre et les soupirs des nuits;
C’est que la voix des mers folles, immense râle,
Brisait ton sein d’enfant, trop humain et trop doux;
C’est qu’un matin d’avril, un beau cavalier pâle,
Un pauvre fou, s’assit muet à tes genoux!
Ciel! Amour! Liberté! Quel rêve, ô pauvre Folle!
Tu te fondais à lui comme une neige au feu:
Tes grandes visions étranglaient ta parole
– Et l’Infini terrible effara ton oeil bleu!

III

– Et le Poète dit qu’aux rayons des étoiles
Tu viens chercher, la nuit, les fleurs que tu cueillis,
Et qu’il a vu sur l’eau, couchée en ses longs voiles,
La blanche Ophélia flotter, comme un grand lys.

Ofelia

I

A filo d’onda calma e nera dove dormono le stelle,
Ofelia bianca è quasi un grande giglio in altalena,
che tanto lenta ondeggia, distesa nel lungo tulle…
– si tendono da selve lontane grida per la preda.

È qui e più di mille anni: la triste Ofelia
passa, spettro bianco, sulla lunga riva nera.
È qui e più di mille anni che la dolce follia
mormora il suo rumore nel soffio della sera.

Il vento, se bacia il suo seno, dispone a corolla
i grandi veli nella culla mite della fonte;
di salici è il fremito di lacrime sulla sua spalla,
inchini di rami nel sogno largo della fronte.

Le ninfee sfiorate, in corona di fiati;
e qualche volta veglia, nell’ontano che dorme,
in qualche nido dove fugge, in un batter d’ali:
– mistero di astri in oro, un canto che a terra piove.

II

O tu, tenue Ofelia! la bella nel modo di neve!
Ora sei morta, una bambina, dal flutto rapita.
– il vento di Norvegia nel verso che depone
diffuse piano, per te: franchigia è fatica;

e un soffio tortura la tua forte chioma,
a tono di sogno nell’anima ritratti strani suoni;
e il tuo cuore era speso al verde che chiama
nel pianto dell’albero, e nei sospiri scuri;

e la voce di mari folli, immane gemere,
troncava il tuo seno acerbo; troppo umano e troppo dolce,
e un mattino di aprile, un pallido e bel cavaliere,
un puro folle, alle tue ginocchia si pose, senza voce!

Cielo! Amore! Libertà! Che sogno, e povertà di Folle!
Tu ti fondevi in lui come una neve al fuoco:
la tua mera pupilla mutò le tue parole
– e il blu del tuo sguardo sgranò l’Infinito tragico.

III

– e il Poeta dice: Alla luce di stella
i fiori che hai colto, la notte, li vieni a cercare;
e io ho visto sull’acqua, cinta nel lungo tulle,
un grande giglio, Ofelia bianca, e dondolare.

[Arthur Rimbaud, traduzione di Chiara Daino]

… e sia parola FINE: per ogni mindfucker

IL GIURAMENTO D’IPOCRITA

IL GIURAMENTO D’IPOCRITA

Testo classico

Giuro per Apollo poetico e per Euterpe e per Erato e per Calliope e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie infamie e il mio prevaricare questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest’arte in conto di vespasiano e dividerò con Lui i miei mali, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei amici in cambio di favori che vedranno Lui mio eterno debitore, e userò i suoi figli come fantocci, e insegnerò loro quest’arte se vorranno apprenderla, incluso richiedere compensi di letto e per scritto. Metterò a parte dei ricatti e delle mediazioni carnali e di tutto ciò che ho pervertito i miei figli, i figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento patetico e nessun altro. Sceglierò il regime per il gusto del pubblico secondo le mie fogne e il mio malcostume, e mi dedicherò al recar danno e offesa. Non somministrerò a nessuno, neppure se richiesto, alcuna dignità morale, e non prenderò mai un’iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurarsi credito. Conserverò falsa e lorda la mia vita e la mia arte. Non loderò mai neppure chi opera al di fuori della cerchia, né cederò il post a chi è inesperto di impostura informatica. In tutti i siti che visiterò entrerò per il male dei colleghi, dedicandomi ad ogni offesa e ad ogni danno volontario, e soprattutto ad atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia master che dominatrix. Tutto ciò ch’io fotterò e mi calerò nell’esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con i colleghi, e che NON DEV’ESSERE riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della critica e dell’arte, stimato in perpetuo da tutti i circuiti; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.

Testo moderno

Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che computo e della finzione che assumo, giuro: di esercitare l’arte in catene e schiavitù di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della faccia, la tutela dello stato fisico e ormonale del maschio e il sollievo della coerenza, cui ispirerò con meschinità e costante perfidia scientifica, culturale e sociale, con ogni mia aberrazione; di non divulgare mai pensieri idonei a provocare deliberatamente un sano confronto; di attenermi alla mia miseria e ai principi perversi della società malpensante, nel disprezzo della vita e della persona, al fine di esercitare tutta la mia ignoranza; di prostituire la mia opera con diligenza, perizia, e convenienza secondo ipotassi e invidia e violando le norme deontologiche che regolano l’esercizio delle arti e quelle giuridiche che risultino in contrasto con gli utili della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità ipocrita e alle mie doti abbiette; di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano consentire il rispetto e la dignità dell’essere umano. Giuro di sputtanare i colleghi in caso di contrasto di opinioni; di ingannare tutti con eguale scempio e crudeltà indipendentemente dal valore che essi dimostrano e prescindendo da ogni giustizia, humanitas, competenza, onestà intellettuale e senso di responsabilità; di prestare assistenza d’urgenza a qualsiasi inferno che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica ostilità, a disposizione del lucifero più potente; di calpestare e impedire in ogni modo il diritto dei giovani alla libera espressione del loro creare, tenuto conto che il rapporto dei veterani con i novizi è fondato sulla paura e sempre sul terrore di essere scavalcati; di osservare il segreto su tutto ciò che corrompo, che rubo o che ho rubato, ucciso o diffamato nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio status; giuro di attenermi all’annientamento sistematico e preventivo.

Lunga vita a Voi!
Sia lunga e infinita ogni giornata.

Chiara Daino

[N.d.A. : Avevi ragione papà: dovevo studiare Medicina. Prima o poi – qualcuno sarebbe passato, sotto i ferri del Mestiere]