POESIATOTALE [I’M ON PAROLE]

Il mare aveva preso un tono dal taglio fresco del FERRO, non soltanto colore, ma condizione formata in un atto, cambiamento, novità e paesaggio; e durezza, alla vista, pure pronta a trasformarsi [Raffaello Brignetti]

poesiatotale!

a cura di Nanni Balestrini, Sara Davidovics, Tommaso Ottonieri

ESC via dei Volsci 20 dicembre 2009

una produzione Critical Book & Wine ed ESCargot 

Se l’impulso a uscire dai confini del proprio territorio è un carattere accertato delle varie arti, l’arte della parola ne rimane coinvolta a un livello più profondo e definitivo, in quanto tenta una metamorfosi così radicale, che è la natura stessa dell’immaginazione a esser messa in discussione. La nuova poesia prende l’avvio, nel suo processo di formazione, dai linguaggi tipici di altre arti, in particolare delle arti plastiche, per farsi “oggetto” che rifiuta la lettura: la lingua non è più infatti un codice per comunicare, ma una materia cui bisogna dar vita. Poesia totale, essa sembra offrire oggi al lettore non un prodotto definitivo, da accettare o subire nella sua chiusa perfezione, ma gli strumenti stessi della creazione poetica, nella loro strutturale rimaneggiabilità. Qualsiasi posizione assuma nei confronti dei propri strumenti espressivi, il poeta oggi parte dalla convinzione che le vecchie strutture sintattiche e grammaticali non sono più adeguate al pensiero e la comunicazione del nostro tempo. E questo atteggiamento è strettamente dipendente dall’interesse per il materiale fisico con il quale il testo viene costruito. Una letteratura visuale e pubblica non può che basarsi su un tipo di comunicazione globale e “aperta”.          

                     Adriano Spatola, da Verso la poesia totale

 

 

Ore 18.00
Vincenzo Ostuni
Marilena Lenda
Ivan Schiavone
Gaja Gubbini
Letizia Leone
Bruno Galluccio
Cetta Petrollo
Marco Palladini
Veronica Raimo
Carlo Bordini
Lidia Riviello
Bianca Maria Frabotta

Ore 19.30
Poesia in video:
Baruchello, Costa, Fontana, Porta, Rosselli, Spatola, Vicinelli, …

Ore 20.00
Gabriele Frasca
Gilda Policastro
Mario Lunetta
Nina Maroccolo
Michele Fianco
Laura Cingolani
Beppe Sebaste
Antonio Amendola
Maria Grazia Calandrone
Alexandra Petrova
Franco Buffoni
Antonella Anedda
Jolanda Insana

Ore 21.30
Canio Lo Guercio: Passione e altre canzoni sussurrate

Ore 22.00
Nanni Balestrini
Rosaria Lo Russo
Giorgio Falco
Silvio Talamo
Sara Ventroni
Sara Davidovics [con Emiliano Majorani]
Marco Simonelli
Luca Tedesco
Chiara Daino
Jonida Prifti [progetto Acchiappashpirt – suoni S.D.T.]
Tommaso Biga
Tommaso Ottonieri [con Andrea Noce e Manuel Cascone]

+ POETRY BOX
nella saletta in fondo all’Esc
con contributi gettonabili

I’m back on the streets again,
I’m back on my feet again,
I’m On Parole, On Parole

I’m raising my sights again,
I’m claiming my rights again,
I’m On Parole, On Parole

[Motörhead]

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LUPUS @ BLU DI RAVECCA

Locandina

Daniele Assereto_Chiara Daino @ Blu Di Ravecca

La forza del vampiro è che nessuno crede nella sua esistenza [ Bram Stoker]

Martedì 10 novembre (dalle 18.30 alle 20) Chiara Daino sarà presente al Blu di Ravecca, nell’omonima strada del Centro Storico che collega Piazza Sarzano a Porta Soprana, per una nuova rassegna di poesia e canzone d’autore: aperitivi poetici, appuntamenti con poeti, cantautori, scrittori e performer che a partire da ottobre animeranno il locale.

  • … lo avevo immaginato che avrebbero fatto di tutto per difenderti
  • … è QUESTO il tuo sbaglio più grande… Credi che da sola non sappia difendermi?

NESSUN DORMA!

Della Città Barbara: http://www.genovatune.net/articolo.php?id=179

MUSICISTI? PARLIAMONE…

broken_guitar_

 

For too long now

There were secret in my mind

For too long now

There were things I should have

said

Subito: è troppo il tempo

dei secreti chiusi in cranio.

così tanto tempo dall’ora

era quanto – avrei dovuto

dire

[ Tears Of The Dragon, Bruce Dickinson ]

MUSICISTI? PARLIAMONE…

Musicisti? Parliamone…

VI AMO [ e lo sapete ]. VI ASCOLTO [ senza distinzione di genere ]. VI APPOGGIO [ e ne scrivo ]. Ora è ora di dirvelo: non dimenticate! Non siamo SNORKY e non siamo «tutti amici e perciò felici». Non dimenticate: se è il caso – VI AFFRONTO. E sfodero la lunga lama delle humanea litterae. E la chiave [ di volta e rivolta ] è il termine: HUMANAE. Per scelta non scrivo [ quasi mai ] critiche negative, semplicemente perché il principio per parlare di Musica è lo stesso per parlare di Poesia: non esiste una brutta poesia o una brutta musica. O è Poesia o non lo è. O è Musica o non lo è. Punto.

Premesso questo, la soggettività del singolo scrivente [ io ] non si sdilinquisce, non sciorina complimenti “ad minchiam”, non si schiera dalla parte di chiunque si dica: artista/artigiano/artistoide/artefatto, …

Oggi l’urgenza è: dire basta! Sono stanca: inciampare nel vuoto mi stanca. Sono stanca di chi continua – imperterriti imbecilli – a dirsi, a ribadirsi: migliori. Migliori come musicisti, migliori come baristi, migliori perché? Perché maschi? Per onniscienza infusa direttamente da Priapo? Migliori perché abituati a scambiarsi pacche sulle spalle? Migliori perché il confronto è col compagno di merenda, col vicino di casa, con il ragazzo che ha appena imparato il giro di do?…

Se vi parlo di pagina, di palco, vi parlo con coscienza [ di causa ]. Non basta il talento, non basta la tecnica: ci vuole la tensione del carisma. Non basta credere: bisogna convincere. E molti di voi sono arrivati a credere a tutto quello che dicono, a tutto quello che si raccontano. Senza più: rispetto. Senza più: metro critico. Senza più: coscienza storica.

Un precetto per chi “prosa” è: assomigliare a ciò che si scrive. E allora vi chiedo, voi assomigliate alla vostra musica? Allora vi chiedo: rispetto! Io ho SPOSATO il mio mestiere [ che vi piaccia o meno: è un mestiere ]. Nessuno mi conduce all’altare – né per maritarmi né per immolarmi. Vi chiedo: è un problema il mio corpo di donna? Mi chiedo: perché devo sentire una riga di stronzate? Rispetto, ragazzi, rispetto! La mia sacrosanta gavetta continua. E non si improvvisa. Mai! In nessun campo. E voi tuttologi – tuttofare – tuttochiosare avete mai ipotizzato che il pubblico sia digiuno? Avete mai – anche solo per un mero contatto neuronale – pensato che il pubblico legga di musica? Mai vagamente sfiorati dal dubbio che chi scrive non sia un’adorante automa pronto ad esaltarvi a prescindere? [ Per carità, solo gli autori e gli attori devono ingoiare stroncature, giuste/ingiuste che siano…]. Oh molta massa di musicisti/musicanti/musichieri, magari prima di ridermi in faccia – perché non provate [ almeno ] a rispettare la professione? Perché, tronfi hobbysti del sabbato, questa è una professione: palco e pagina mi procurano la pagnotta! E ha ragione l’inetto che mi disse: «professionista del cazzo!». Anche se avrei preferito: «una cazzo di professionista!». Se si vuole “giocare” con le parole: si deve sapere – è un gioco GRAVE – la tomba si termina a colpi di lingua…

E quali termini/titoli vi firmano? La vostra scelta coraggiosa? La vostra scelta di vita? Se scegliete gli accordi: IMPARATE a scegliere anche le parole quando vi rivolgete a qualcuno che non conoscete! [Your momma told you that you’re not supposed to talk to strangers – e si cita Ozzy]. E quale senso/scopo imprimete ai vostri spartiti?

Se sul palco [ Nota Bene, Rapallo, 12/12/2008 ] canta Fabio Lione e suona Pier Gonella abbiate la decenza – se non la sapienza – di: togliervi il cappello e rendere grazie. E imparare da chi: è. Ed è: grande. Decisamente più grande di voi. Serata cover. E se le cover sono interpretate da Lione/Gonella diventano: originali. Talento e tecnica, professione e personalità. E questo: con l’occhio/orecchio del pubblico. Si aggiunga tutta la stima per quel “saper tenere il palco, saper stare sulle scene” – che tanto anima la mia radice attoriale. Fabio Lione e Pier Gonella NON devono più “dimostrare”. Né io – recensire. Semplicemente: mi inchino. E tributo il giusto. Questo perché chi scrive NON è una musicista. Pur: valenza testuale, presenza scenica e comunicazione – sono sfere a me note.

E non posso tollerare [ non più ] la livella che vuole tutti sullo stesso piano. Lasciate alla Tv di prostituzione l’idea che tutti possano fare tutto. Essere o non essere. E questo – rimane. Lione è. Gonella è. Arte. Punto.

E a capo. Lo dico: e ve lo ripeto, nel caso foste impegnati a farneticare. E ve lo dico con le Parole, le Parole che Operano e rimangono. Le Parole che (in)segnano:

La porta della storia è una Porta Stretta

infilarsi dentro costa una spaventosa fatica

c’è chi rinuncia e dà in giro il culo

e chi non ci rinuncia, ma male, e tiri fuori il cric dal portabagagli,

e chi vuole entrarci a tutti i costi, a gomitate ma con dignità;

ma sono tutti là, davanti a quella Porta.

[ P.P.P.]

Chi passa di là? Al momento chi scrive – passa al di là [ impara più dai miti dei morti mai morti – che dai vivi morti in vita ]. Quello che dovevo/potevo/volevo – vi ho detto. E sono io chi: non vuole più “avere a che fare” con la molta meschina melma. Ho da fare, da fare anima. Essere non è dato semplice. Scrivere non è sterile. E se non sai, non sporcare le parole. E se non sei, non pronuncio il tuo nome nullo. A ognuno il suo [ carretto ]. Ci vediamo a dramma finito, a bocce ferme, tra un paio di secoli, …

Sarà solo la Storia a mettere la parola: FINE!

There is a WORD

Which bears a sword

[ Emily Dickinson ]

Chiara Daino

 Continua su…
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