PER LE PAROLE: MUTA COMPOSTA
parole come dire – la violenza:
irrompono nel silenzio. giunti
per segnare il mio misero mio:
pieno e proprio dolore crivella.
ma tu non sai, minuta creatura.
tutto il mio volere
tutta la mia voluta:
qui! – chiusi. e in arti.
di me, superiori. per le
parole: davvero non – necessarie
che provocano solo segni. lividi
promesse levate per
poter essere – frante.
urgente passione:
inganno di bocca.
sia grazia sia strazio:
restano l’una e l’altro.
le parole sono prive
di senso. lacuna che.
le parole sono finite
reggono solo: fissare
silenzio – godi
parole
ridi il sorriso – resistente
in fila: il dente vigile: a me
no! non voglio vederlo a
terra: ti getterei stille mie
il mondo ha perso: la sua gloria.
sia inedita storia: il Corso di noi.
non sarà un’altra: volta! il tempo
è presente! qui, ora: dono come.
perché basta il verbo: autentico
– dedica tutto a me. intera sosta
consacro: a te! chiama: combacio.
tu che: non credi io viva – piena
la parola. sbocco: voce. ho scritto
tutto quel che sono. tutto redatto.
periodo di vento:
involare via, insieme – tua polpa.
silenzio – godi
oltre le parole
le parole che vorrei tenere
da te non sono ti amo: non
è che manchi. sei cibo. sai
quanto più facile avere – è
avere – è in dote – è avere.
e chi ha: un chiaro nutrire?
il vero vive oltre la parola:
il fatto sostiene ogni detto.
se spiccassi il rosso in due:
è per votarti il vestito vero!
se al fiato tolgo voce – ora
prova a darmi: ti amo, non
a dirmi. tasto: reale, intimo.
ho provato le parole, tocca
a te: chiudere e tendere – le
palpebre e i palmi. provami
e stringi e non esitare: e sia!
non avrai più a dire: amore.
e: avrei chiaro
oltre le parole.
silenzio –
godi il segnale:
silenzio
segno di mano: ritorno della mia,
vecchia, buia… e riprendo, amica,
lo scambio: spettro è dono di brividi.
– «la semina!» – dormivo. e lo spettro
– sparso nel mio senno – era: ancora lì…
con segnale: silenzio
in sonni senza pace, ero «solo nel passo»,
lungo strade strette, di sasso e di ghiaia,
sotto il serto di un lampione – contro il
diaccio e rorido: alzo il bavero. proprio
quando: dispaccio di luce! neon ferisce
[in solco] la notte. e mi colse: il segnale!
«silenzio!»
e in luce nuda vidi: a centinaia. forse: oltre.
persone: parole, non fiati. non foste. persone:
percosse parti. non corde. persone – in fissi
canti che le voci non osano. e non uno osava
il disturbo: provocare. interferenza al segnale
silenzio…
chiusi! – io diedi – «voi non sapete: silenzio cresce
quale morbo. capite le mie parole? posso schiarire,
se vi tenete. mie le mani, che posso: darvi tregua!»
gocce perse, le mie parole: echi persi nelle conche
di silenzio
e china pregava la gente – il neon
nato dio, per mano loro: e la targa
diede – nel mezzo della parola che.
e li rese la luce – emise il suo. monito!
e la targa provvide e la targa luminò:
«il verbo dei profeti è scritto: sotto
terra, sui muri. in mattoni semplici»
sussurrò
in segnale: silenzio
Chiara Daino
[da Sàrxophone, in alterna condensa Enjoy the silence, Pearl Jam; Words, Bee Gees; More than Words, Extreme; The Sound of Silence, Simon and Gurfunkel]
*si spreca? si mastica, si sputa!*
SILENZIO IN SALA
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Ti amo, silenzio, tu che niente mi dici che non sappia già. Ti odio, silenzio, perché già conosco tutto di te, ma non posso fare a meno di stare un’ora, un giorno, un anno, o ancora più, senza di te. Senza di me.
Risuona, dunque.
Il silenzio è suono.
Lo spazio è nota.
Il bianco è senso.
Dove l’occhio non vede non piange – resta