Il Segno della Croce [dell'accento di Pavese]

Io sono una donna che perde. La pazienza. Io sono una donna che crede. Alle coincidenze. Solo i treni non combaciano. Io sono una donna di corsa che sa aspettare [il trionfo dell’amico, il cadavere del nemico].
E sono alla fermata [un tram che si fa desiderare]: il segno della croce – in faccia ho la chiesa. E penso quanto Amore per sopportare… Ognuno la sua croce. E sono felice: è un pensiero di luce.
Una ruga mi regala un verso – e brindo alla fortuna di non patire: anche il traffico mette in moto lo scrivere…
Una foto di cui cerco il piede… Grande Pupilla siede, in braccio alla sua mamma. Ride – nel sorriso che contagia. Una parola. Parola adulta. Parola straniera. Non vuole andare. E lo capisco…
Aria di parenti…
Spire d’intesa…

E il tempo si ferma nel colpo: trafitta al diaframma. Il male peggiore: la voce che non volevo sentire. Tre anni. E non è più un bambino. Tre anni. E non capirà l’uomo. Tre anni: la nota malata che si ricorda. Quell’urlo che non sentivo – da quando avevo tre anni. E non ho mai smesso di ascoltare il dolore. Nessuno come questo – lo riconosco, lo distinguo, anche nel giorno dell’Apocalisse. Un urlo che si spiega solo: negli occhi della madre. E il padre? Ti ama, ma deve andare. E non voglio sentire e non posso scendere, mentre perdo più di vent’anni e grido con lui: è colpa mia, è colpa mia, è…

È il segno della croce: e prego per lui. Degno di tutto – il sole che hanno spento [sul venti barrato]

***

Quanto?
Quanto è passato? Per me, sei o sette vite – nove o dieci morti. Eppure: torno a sorridere. Grande Pupilla sarà grande per forza, ma sarà la sua forza. Amare. Indeclinato amare. E difendere un verbo che non ha tempo: solo modi e persone.

***

E poi? Pavese: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono». Cesare – mia felina penna – ti hanno dato per scontato. E l’accento, tu – dove l’hai messo? Non hai scritto « Perdono A tutti»…
Anfibio della Langa : perdóno… O pèrdono – tutti?
Per me: pèrdono tutti perché tu hai rinunciato e – per questo – chiedi scusa.
[un’ipotesi che forse è già teoria… O la pratica di una mia idea]

***

Vivo, scrivo e amo.
Io sono una donna che vince

Con Amore,
Chiara Daino
Due Calzini

Ancora nessun commento.

Ancora nessun commento.

Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento