Nome in codice

Dicono “farsi un nome” e la prima cosa che perdi è proprio quella: l’onomastica.

Andrea, Anna, Annibale, Pietro o Penelope – non importa. Da oggi in poi dovrai rispondere al segnale “Cazzooò-subito-incòntrotèeempooo-un-tà-un-tà”: questo è il tuo nuovo nome. Nella speranza di avere per colleghi un “sei-negato-come-nessuno-mai” e una “toglietemela-di-davanti” – giusto per distinguersi, prima di apprendere che fai parte della grande famiglia “un-branco-di-impediti”.

Buongiorno! Questo è il tuo primo giorno di Teatro. Il primo dei tanti che faranno felice il tuo capo che non ha mai visto cameriere più felice di pulire cessi, dopo una decina di ore di prove!

*

 

“Perché vuoi recitare?”: ATTENZIONE! La risposta a questo interrogativo potrebbe costarti ulcere multiple e svariati crolli di nervi. Quando arriverà, fatidica, ricorda: vietato farneticare, tacere, urlare, sospirare. Fatale (e non nell’accezione sensuale!) l’utilizzo, volontario o incosciente, dei termini: hobby, mamma/papà/fidanzato/a, soldi, sogno.

Invoca la faccia tosta di Bruce Willis (che continua a sorridere anche se perennemente scalzo e ferito!) per un paio di secondi, quindi procedi. Se sei particolarmente abile potrai declamare la lista della spesa adducendo il caffè, 3 micche poco cotte – grazie e due etti di Parma quali spinte al tuo voler recitare…
Conta (tanto!) solo il tono e se li guardi (fallo!) o meno (non farlo con troppa insistenza!) negli occhi.

 

Ancora nessun commento.

Non c’è ancora nessun commento.

Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento